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IL GIARDINO DEI FIORI (2002) - Freak Out

Dalla sonnacchiosa scena di Salerno vengono i Lothlòrien, un nome che richiama alla mente i fantastici mondi del "Signore degli Anelli" di Tolkien, e che potrebbe far pensare a qualche gruppo di epic-metal tutto borchie e draghi sputa-fuoco (?!). Non è così, grazie a Dio. Nonostante la giovanissima età dei componenti, i riferimenti stilistici della band, infatti, sono da ricercare essenzialmente nel rock e nell'hard rock degli anni '70, sebbene "filtrati", "mediati" dall'esperienza "grunge" del decennio scorso. Colpisce innanzitutto, grazie anche alla ottima qualità della registrazione, il suono: compatto, caldo, senza sbavature e curato fin nelle più minime sfumature. Gli arrangiamenti dei pezzi sono fantasiosi, e in alcuni casi particolarmente articolati. "Come le foglie" è aperta da un bel riff, poi è tutto un intrecciarsi fluido tra le due chitarre, e un finale fatto di improvvise esplosioni e paesaggi onirici. "Il preludio" è una ballata malinconica, con un inizio tutto basato su delicati ricami chitarristici e un ritornello struggente, preannunciato da un basso incalzante. Inevitabile (?) assolo e conclusione di nuovo in quiete, come all'inizio del pezzo. La chitarra acustica che introduce "L'uomo delle stelle" ha i colori della campagna di Bron Y Aur (do you remember Led Zep?), ma poi viene spazzata via da un riff e un ritmo aggressivo, con la mente che va ai Soundgarden. Bello il finale, con la chitarra acustica che torna a fare capolino, dopo abbondanti raffiche hard rock. L'unica perplessità: i testi, a mio avviso rischiano di risultare un po' "pesanti", in quanto un po' troppo pretenziosi, così proiettati costantemente in una dimensione a tutti i costi poetica, condizionati dalla pericolosa sindrome "Cristiano Godano - Marlene Kuntz" che tanti giovani autori ha rovinato. Ovvio che si tratta di una mia personale predisposizione. Per il resto: una passeggiata in questo profumato e variopinto giardino fiorito è caldamente consigliata a tutti gli amanti del rock nel senso più "puro" del termine.

Daniele Lama

http://www.freakout-online.com