header bianco copia

Scrivono di noi...

Intervista ai Lothlórien sul portale Underground

LINK

Lothlorien

(Rock e Poesia nei giardini del Sud)


I Lothlorien sono il nostro nuovo gruppo, una band proveniente da Salerno, che, dal 1999, cerca di portare avanti un proprio progetto musicale, e ci riesce benissimo dobbiamo dire,  che ha le sue basi nella musica americana degli anni ‘60/’70, in quella di Seattle degli anni ’90 e in quella italiana (rock progressivo/sperimentale) degli anni ’70. Un insieme di contaminazioni che sono, sicuramente, il fior fiore della musica moderna e contemporanea.
Il 2002 gli ha fatto produrre il cd “Il giardino dei fiori”, una demo con tre canzoni, facendo conoscere a stampa e critica, oltre che all’ambiente musicale stesso, la concezione di musica e la loro bravura. Il loro stile si è andato evolvendo fino ad arrivare al nuovo lavoro “Lothlorien”, cd contenente le tre canzoni del Demo, riarrangiate  per via dell’evoluzione subita dal gruppo, ed una nuovissima song.
Come in altre interviste segnaliamo il sito myspace del gruppo, http://www.myspace.com/lothlorien2007, dove potrete trovare tre canzoni del gruppo: “Come le foglie”, canzone che vi accoglierà sul loro Myspace, molto poetica e fantastica, si notano le influenze dei Marlene Kuntz, ma ci si accorge di essere trasportati, con l’aiuto della musica nella storia che ci viene narrata, l’esecuzione è ottima, una grande partecipazione da parte di tutti gli elementi della band, che rendono corale un’immagine di un sogno dolce teso all’abbandono  ; “Il preludio” , canzone che ricorda le sonorità dei Marlene Kuntz di “Ho ucciso Paranoia”, almeno per quanto riguarda l’inizio, ma che poi ci ricorda anche i Timoria e gli Afterhours, ci pare non solo ben elaborata e poetica, ma anche ben eseguita, ci da uno specchio dello stile dei Lothlorien e della loro bravura. Quest’ultima è ancora più in evidenza col rock di “L’uomo delle Stelle”, la vocalità del cantante è interessante e bello il ritmo che gli fa da cornice, ancora ci sembra di vedere qualcosa dei Timoria (El Topo Grand Hotel?), ma anche, e soprattutto, qualcosa dei Soundgarden . A parte le influenze, ci piace far notare la capacità realizzativa e compositiva, i nostri giovani amici hanno del talento e lo si vede fino in fondo in quest’ultima canzone da me citata, un bell’applauso al chitarrista.
Tutti i membri hanno, però, contribuito alla crescita della band ed alla sua storia, un gruppo di ragazzi interessanti, dei quali potete conoscere tutto sul loro sito: http://www.lothlorien.it , ma potrete aggiungere qualcosa leggendo la nostra intervista, realizzata grazie alla loro grande disponibilità e per la quale siamo molto contenti, eccola:
 
 
Salve ragazzi, Benvenuti su AndMusicForAll e grazie per aver accettato l’invito, come va?
 
Bene, grazie mille per il vostro invito, stiamo lavorando molto e ne siamo contenti.
 

Bene, abbiamo fatto una breve prefazione, ma sarebbe giusto che foste voi stessi a descrivere il gruppo e la sua storia, magari anche il motivo del nome, anche se sappiamo che vi rifate al mondo del Signore degli Anelli. Vi va di raccontarci tutto?
 
Il nome viene infatti da quel celebre romanzo di J.R.R.Tolkien, scelto nel momento in cui nacque il gruppo, nel 1999. Ci ha colpito per la sua forza evocativa e per il suo suono particolare, e abbiamo deciso per questo di mantenerlo anche dopo la realizzazione ed il successo del film tratto dal romanzo. Fin dall’inizio del gruppo abbiamo sempre cercato, con i nostri mezzi e le nostre capacità, di creare musica nostra. Il germe di “Come le foglie”, nostra prima canzone, e ancora adesso uno dei pezzi più diretti, nasce allora. Negli anni il gruppo è cresciuto, così come i nostri orizzonti musicali sono diventati assai più complessi. Oggi i Lothlórien sono Gennaro Galise al basso, Mario Villan alla batteria, Ilario D’Amato al piano, organo e synth, e Lucio Auciello alla voce.
 

Più volte ci è capitato di andare a far visita a quel di Salerno. Ma non è che l’ambiente musicale di questa città, e del suo Hinterland, si sta evolvendo e sviluppando sempre più? Oppure è la voglia di uscire da un certo isolamento musicale che sta creando un movimento interessante?
 
Qui al Sud è davvero difficile portare avanti un progetto del genere. Manchiamo di spazi attrezzati, ci sono pochi locali che fanno suonare gruppi che fanno musica inedita, e quei pochi che lo fanno pagano quattro soldi. Nonostante questo, dalle nostre parti ci sono diversi gruppi interessanti, e anche bravi. C’è molta voglia di fare, forse anche come reazione a ciò che non abbiamo, e in questo l’essere di provincia può aiutare al non farsi condizionare dalle mode o dalle tendenze delle grandi città (Napoli, Roma, Milano), e a lavorare su se stessi guardando all’intera nazione, e alla musica internazionale.
 
Qualcuno l’altro giorno, in radio, diceva che la musica Italiana sta perdendo il suo mercato, anche a causa della musica straniera. Si riferiva ad un sondaggio fatto dopo il flop del Festival di San Remo. Sicuramente la musica Underground e le band emergenti non sono a quel livello di insuccesso, anzi sembra che ci sia una riscoperta della musica non pop. Il vostro punto di vista sulla faccenda? Non pensate forse che sarebbe ora di abbandonare vecchie canzonette per dedicarsi alla musica vera?
 
In Italia per ragioni di tradizione culturale la cosiddetta “musica leggera” è sempre stata molto seguita, e questo non è necessariamente un male. Il problema è ciò che hanno fatto le case discografiche negli ultimi quarant’anni: bombardare la massa con prodotti da vendere. Ormai i discografici sono agenti di marketing, non si parla di musica ma solo di quanto può vendere un progetto. E’ semplicemente vergognoso. Sanremo è solo la vetrina di un sistema mafioso. La musica “vera” come l’hai definita, non è mai scomparsa, così come non è mai scomparso il suo pubblico. Speriamo che possa crescere e avere forza dirompente.
 
Fare musica è un impegno molto importante, la passione però vince ogni cosa. Come vi trovate voi, nella vita d’ogni giorno, nel dovervi confrontare con la vostra passione per la musica e i vari ostacoli che vi si parano davanti? Com’è la vita da non rock star per un ragazzo che ama la musica ( e la fa davvero bene), ma che deve comunque campare?
 
Fatta di compromessi, doverosi. In altri paesi, come negli Stati Uniti, si può vivere anche senza mai emergere, facendo sacrifici, ma comunque suonando. Qui da noi è piuttosto difficile, ma la cosa più importante è tenere sempre al centro questa passione. Quando riesci a realizzare ciò che desideri, e nel modo in cui lo desideri, i sacrifici non ti pesano.
 
Se doveste fare un bilancio della vostra vita in musica, cosa vi piacerebbe di più raccontare ai vostri fan, e cosa sarebbe più triste da testimoniare? Cioè, quali sono stati gli episodi più belli della vostra storia musicale, e quali vi hanno fatto maggiormente male?
 
Credo che la cosa più bella sia realizzare quello che abbiamo dentro, suonare, rendere concreti sogni e ambizioni, e siamo contenti che tanto lavoro e tanta fatica siano apprezzati da chi ci ascolta. La cosa più triste, che fa male, è vedere quanto male veniamo trattati noi musicisti, dal più piccolo locale che non ci fa suonare, o in ogni caso ci tratta in modo indegno, con compensi in nero ridicoli, al più potente discografico per il quale vali solo i numeri di mercato.
 
Sapreste, se ce ne fosse bisogno, scegliere una canzone con la quale esporre il vostro pensiero musicale? E se si quale e perché?
 
E’ difficile rispondere a questa domanda, un gruppo è un organismo vivo, che cresce e cambia nel tempo. Abbiamo scelto come singolo per un videoclip che stiamo per realizzare la nostra prima canzone “Come le foglie”, la scelta è stata ovviamente dettata dalla forza che ha questa canzone di colpire chi la ascolta. Ma anche canzoni dalla musicalità più complessa possono lasciare un segno altrettanto forte. La cosa migliore è sentire tutte le nostre canzoni.
 
Conosciamo già la situazione underground Salernitana, grazie ad altri gruppi, ma fa sempre piacere sentire un’opinione diversa rispetto ad essa, e magari rispetto all’underground italiano tutto. Secondo voi si può fare qualcosa per questo ambiente musicale? E cosa si fa di buono, ora, a parer vostro?
 
Si può fare molto, e lo stanno dimostrando le rassegne musicali che si stanno tenendo a Salerno, all’Iroko ad esempio, grazie a Satori Comunicazioni e a MHLive: è grazie al costante impegno degli organizzatori che si possono ascoltare dei concerti davvero interessanti dalle nostre parti. Ringraziandoli, ci auguriamo che in un prossimo futuro non siano i soli.
 
Quali progetti avete per il futuro? Nuovi album, prossimi concerti? Raccontateci tutto, magari anche come arrivare ad ottenere le vostre opere, vi va?
 
L’obbiettivo principale è arrivare a produrre un primo album, con un contratto con una etichetta. Per fare questo ci stiamo impegnando molto nella composizione del nuovo materiale, nella registrazione di queste canzoni, nella produzione di un videoclip (per il mese di aprile), e nell’organizzazione dei nostri concerti.
La prossima data è sabato 29 marzo al Mermaid’s Tavern, zona Litoranea, Pontecagnano (SA).
 
 
Grazie ragazzi per aver preso parte alla nostra Webzine, mi ha fatto piacere avervi qui e vi auguro un gran futuro. A presto nel nostro progetto ;-)
 
Grazie mille a tutti voi di Underground e ai vostri lettori. Seguiteci sul nostro sito www.lothlorien.it